MENU

Fumetto italiano

Fumetto e...
Arti visive

Di sicuro è con l’avanguardia futurista che si può iniziare a collegare l’arte con la narrazione a fumetti, grazie all’interesse del movimento futurista verso il cambiamento, all’azione e alla cultura di massa con artisti quali Prampolini e, soprattutto, Depero da sempre interessato alla comunicazione di massa. Non è un caso che il più grande fumettista italiano degli anni ‘20 e ‘30, Sergio Tofano, provenisse dal Futurismo.

Ma in realtà è con gli anni Sessanta e grazie al pittore/scrittore Dino Buzzati che si riuscirà a creare un’unione fra fumetto e arti visive con la pubblicazione del suo “poema a fumetti”. Non più utilizzo della forma fumetto come nella Pop-Art americana (Warhol e Lichtestein) ma uso del linguaggio del fumetto per costruire storie nelle sue opere visive. Ma Buzzati non è l’unico, anche in Guido Crepax il riferimento dei fumetti all’ambiente delle arti visive è importante da subito: Phil Rembrandt, protagonista di “Neutron”, è un critico d’arte e la sua fidanzata, la famosa Valentina, è una fotografa di moda. Come Depero anche in Crepax fumetto e arti visive si trovano unite attraverso il mondo della comunicazione, della moda e della pubblicità.

La svolta arriva nei primi anni ‘80 con la nascita del gruppo Valvoline (Igort, Brolli, Mattotti, Carpinteri, Jori, Kramsky) una nuova generazione di fumettisti che non sente nessun senso d’inferiorità nei confronti della pittura vivendo il fumetto come una diversa possibilità d’espressione artistica. Tra loro, Jori è già un pittore affermato; successivamente Mattotti, Igort e Carpinteri si accosteranno anche alla pittura.

Curiosità

The w3-row-padding class adds a 8px left and right padding to each column: