MENU

Fumetto italiano

Fumetto e...
Cinema

In Italia il rapporto fra fumetto e cinema è in continua crescita e si è sviluppato attraverso tre vie: - Scambi di autori (sceneggiatori, disegnatori, registi) - Trasposizioni di famosi protagonisti di fumetti su pellicola - Reciproche influenze nel campo dell’animazione

Per quanto riguarda gli autori, due grandi autori del fumetto italiano del primo Novecento come Yambo (Enrico Novelli) e Sto (Sergio Tofano) si dedicarono anche al cinema. Yambo, infatti, dirigerà oltre dieci film di genere prevalentemente fantastico ( es:”Un matrimonio interplanetario” del 1910 e anche “Ciuffettino”). Invece Sto dirigerà due film “Cenerentola e il Signor Bonaventura” (1942) dove Bonaventura ha il volto di Paolo Stoppa.

Per non dimenticare anche gli inizi dei registi Fellini e Scola come vignettisti e autori di strisce settimanali per la rivista “Marc’Aurelio” tra la fine degli anni ‘30 e gli anni ‘40. Proprio Fellini deciderà di affidare a Milo Manara le sceneggiature di due film mai realizzati, purtroppo: - “Viaggio a Tulum” (1989) - “Il viaggio di G. Mastorna, detto Fernet” (1992)

Si possono aggiungere altri esempi straordinari dei rapporti, forse meno frequenti, tra i fumettisti italiani e il cinema ma degni di nota come: - Andrea Pazienza che illustra il manifesto de “La città delle donne” (1980) per Fellini. Ed è ad Andrea Pazienza che sarà dedicato il film “Il piccolo diavolo” (1988) di Benigni. -Il fumettista Gipi (Gianni Pacinotti) è regista de “L’ultimo terrestre” (2011), ispirato alla graphic novel dell’italiano Giacomo Monti.

Sul versante della trasposizione di opere a fumetti sul grande schermo, escludendo i già citati “Bonaventura” e “Ciuffettino”, nel 1918 si ha il primo esempio con “Le peripezie dell’emulo Fortunello e compagni” diretto da Cesare Zocchi De Collani e ispirato alla striscia americana “Happy Hooligan” di Frederik Opper. Ma sarà con gli anni Sessanta che il rapporto tra cinema e fumetto conosce un momento di maggiore intensità soprattutto grazie al successo del fumetto per adulti. Ecco che fanno la loro comparsa: - Kriminal (Umberto Lenzi, 1966) - Il marchio di Kriminal (F. Cerchio, 1968) - Isabella, duchessa dei diavoli (B. Corbucci, 1969) - Mister X ( P. Vivarelli, 1968) - Diabolik ( Mario Bava, 1968) - Satanik ( P. Vivarelli, 1968) Tra tutti di sicuro la rilettura di Bava per il suo “Diabolik” risulta la più riuscita per l’ironica lettura in chiave pop del personaggio delle sorelle Giussani. La popolarità si misura anche attraverso la parodia, per questo ci saranno anche divertite allusioni come, ad esempio, “Arriva Dorellik” di Steno del 1968 con Johnny Dorelli.

Inoltre negli anni Settanta: - La Valentina di Crepax è protagonista del film “Baba Yaga” di Corrado Farina. - dalle striscie di Bonvi vengono tratte due pellicole: “Sturmtruppen” (1976) con Cochi e Renato e “Sturmtruppen 2 – Tutti al fronte” (1982) diretti entrambi da Salvatore Samperi.

Negli anni Novanta sarà la volta di “Dellamorte Dellamore” (1994) di Michele Soavi, adattamernto del romanzo di Tiziano Sclavi, sceneggiatore di Dylan Dog. Mentre si può definire un flop completo il tentativo americano di portare il nostro Dylan Dog al cinema con “Dylan Dog – il film” del 2010 di Kevin Munroe per nulla fedele allo spirito del fumetto e dell’autore. Nel 2002 Renato De Maria firma “Paz!”, lungometraggio interamente dedicato ai personaggi di Andrea Pazienza.

Più interessante è il rapporto fra cinema e animazione che ha inizi lontani, precisamente nel 1932 con il corto “Zilileo e l’orso” di Carlo e Vittorio Cossio. L’illustratore Antonio Rubino disegna alcuni notevoli cortometraggi animati: - “Nel paese dei ranocchi” (1942, premiato alla Mostra del Cinema di Venezia) - “Crescendo rossiniano” (1943) -”L’arco dei sette colori” (1955)

A partire dal 1960, Pino Zac (Giuseppe Zaccaria) si dedica all’animazione collaborando con Mauro Bolognini ( “La donna è una cosa meravigliosa”, 1964) e dirigendo: “Gatto Filippo: licenza di incidere” (1966) e “Il cavaliere inesistente” (1969) tratto dall’omonimo racconto di Italo Calvino. Mentre i personaggi di Bruno Bozzetto prenderanno vita in TV come al cinema grazie alle strisce televisive del Signo Rossi e ai lungometraggi: - “West and Soda” (1965) - “Il Signor Rossi cerca la felicità” (1975) - “Allegro ma non troppo” (1976) -” “I sogni del Signo Rossi” (1976) “Le vacanze del Sifnor Rossi” (1978)

In tempi recenti, Lorenzo Mattotti ha firmato uno dei cinque episodi del film a produzione francese: “Peur(s) du noir” (2007) oltre che disegnare “Pinocchio” tradotto in versione animata nel 2012 dalla regia di Enzo D’Alò.

Curiosità

The w3-row-padding class adds a 8px left and right padding to each column: