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Fumetto italiano

Fumetto e...
Letteratura

Fin dagli inizi del 1900 il fumetto in Italia ha avuto da subito difficoltà di collocazione; il suo linguaggio non risultava collegabile da subito al tradizionale genere letterario, così per ricondurlo ad un genere specifico, si è ritenuto opportuno collegarlo alla lettura per bambini e per ragazzi.

Questo aspetto ha permesso che nascessero in Italia grandissimi pregiudizi sul fumetto e sul suo valore artistico. All’inizio, infatti, la caratteristica principale dei fumetti (i balloon) viene rimossa per dare spazio a testi in forma di filastrocca in storielle che scorrono sotto la vignetta, dando vita ad una “letteratura illustrata” con caratteristiche poetiche e spesso a metà tra illustrazione e letteratura.

Questo aspetto versatile ha permesso che nel fumetto italiano creassero storie personalità creative e trasversali come Sto, Zavattini, Fellini, Buzzati…che hanno dato vita ad opere originali come: “Saturno contro la Terra” di Zavattini (ispirato a “Flash Gordon”) “Poema a fumetti” di Buzzati (ispirato a Crepax)

Nel ritenere il fumetto un linguaggio “facile” da leggere, si è iniziato ad adattare opere letterarie in chiave di letteratura disegnata destinata unicamente a un pubblico di bambini e di adolescenti. Le opere di Salgari, ad esempio, “tradotte” in fumetto hanno dato vita al fumetto popolare italiano. Come non riconoscere nella coppia Sandokan-Yanez il rapporto che c’è tra Tex Willer e Kit Carson? Così come l’amore di Sandokan per la Perla di Labuan rimanda subito a quello di Tex per la moglie Lilith.

Alcuni autori rimarranno nei territori dei periodici per ragazzi di stampo cattolico (“Il Vittorioso” e “Il Giornalino”) altri, soprattutto gli autori provenienti dal “Corriere dei piccoli”, tra la fine degli anni ’50 e gli inizi del ’60, segneranno il passaggio importante che porta parte del fumetto “popolare” al fumetto d’autore, spostando così anche il suo pubblico di bambini e/o adolescenti ad un pubblico adulto. Tra questi importanti autori: Franco Caprioli (“Moby Dick”) e Gianni De Luca che ha affrontato in maniera sperimentale alcuni testi di Shakespeare (“Amleto”, “La tempesta”, “Romeo e Giulietta”). E poi, come non citare anche Dino Battaglia e Sergio Toppi? Autori capaci di andare oltre il territorio dell’infanzia con opere dal gusto “proibito” quali i classici di Edgar Allan Poe, di Maupassant, di Lovecraft e delle “Mille e una notte”.

Ma è con la prima apparizione nelle edicole della rivista Linus (non più “albo” o “giornalino”) che il fumetto italiano diventa adulto e questo passaggio ha una data precisa: aprile 1965 e tre protagonisti - personalità fondamentali nel mondo letterario – quali Umberto Eco, Elio Vittorini ed Oreste Del Buono. Ed è proprio sulle pagine di “Linus” arrivano autori come Battaglia, Toppi, Crepax e Pratt.

Inserire parole di Eco, Vittorini, Del Buono

“A che tipo di letteratura appartiene Schulz, ma comunque, senza andare nel difficile, io lo avvicinerei a Salinger, però con un interesse molto più ampio e secondo me molto più profondo” ELIO VITTORINI

Il successo di “Linus” porterà in primo piano l’interesse degli intellettuali e scrittori italiani per il fumetto: Attilio Bertolucci contribuisce ai volumi della collana “L’età dell’oro del fumetto” di Garzanti e Fruttero e Lucentini dirigono la rivista “Il Mago” per Mondadori.

L’arrivo degli anni Settanta porterà sperimentazione grafica e riflessione politica: - Milo Manara reinterpreta il romanzo classico cinese “Lo scimmiotto” - Guido Crepax scompone e ricompone attraverso il suostile inconfondibile, classici come “Dracula”, “Gioro di vite”, “Il processo”, “Dottore Jeckyll e Mr Hyde” e gli erotici “Histoire d’O” e “Justine” - Magnus crea diverse saghe dalla tradizione classica cinese “I briganti”, “Le 110 pillole” e “I Racconti Fantastici di Liao”

Con gli anni ’80 arriva la contaminazione: musica, politica, design, arti visive, moda, letteratura, video, teatro, cultura di massa; questa miscela porterà alla nascita di riviste come “Frigidaire” dove autori letterari quali Busi o Stefano Benni condivideranno i loro scritti con artisti del fumetto come Pazienza o i membri del gruppo Valvoline con Bologna come ambiente ideale per questo cambiamento.

Con gli anni ’90 si inizia, invece, a parlare di graphic novel nel fumetto italiano. Molti scrittori di noir, ad esempio, hanno prestato i loro intrecci per trasposizioni a fumetti: - Pino Cacucci con “Tobacco” - Gianfranco Manfredi “Volto nascosto” e “Shangai Devil” Scrittori come De Cataldo, Carofiglio e Lucarelli condividono la curiosità, incontrando, a volte, importanti autori del fumetto contemporaneo come Igort e Giuseppe Palumbo. Un caso particolare è quello dell’antologia a fumetti “Fa un po’ male” di Niccolò Ammaniti che con queste storie ha creato un abbozzo di soggetto cinematografico che si spinge verso il graphic novel non mettendo limiti ai due mezzi: cinema e fumetto.

Curiosità

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